LE CONSEGUENZE DELL’ODIO 25 ANNI DOPO IL FILM DI MATHIEU KASSOVITZ, IL 6 SETTEMBRE AL LIDO DI VENEZIA ( E DAL 10 SETTEMBRE NELLE SALE ) L’OPERA PRIMA DI MAURO MANCINI (CON ALESSANDRO GASSMANN, SARA SERRAIOCCO, LUKA ZUNIC) CHE INVOCA UN UNDICESIMO COMANDAMENTO LAICO: NON ODIARE

George Floyd, Breonna Taylor e, solo pochi giorni fa, Jacob Blake: nomi tristemente noti a tutti negli Stati Uniti e, ormai, nel mondo. Il clima di intolleranza continua a crescere, i manifestanti scendono in strada portando a disordini, feriti e arresti, gli atleti delle leghe professionistiche boicottano le partite in un gesto di protesta senza precedenti. L’odio razziale, però, non è confinato oltreoceano e la discriminazione, paradossalmente, non conosce confini che non siano i propri. Da questa parte del mondo, nel 1995, usciva L’odio, un film generazionale che portava a galla la xenofobia e le differenze di classe nelle banlieue parigine e, di riflesso, nella Vecchia Europa. 25 anni dopo sbarca a Venezia Non odiare, l’opera prima di Mauro Mancini, e la situazione sembra non essere cambiata,  nell’illusione che… fino a qui, vada tutto bene.L’intolleranza verso l’Altro, il Diverso – migrante, ebreo o afroamericano che sia – è pervasiva e si diffonde tanto sui mezzi d’informazione quanto in rete, dove hater di professione promuovono l’odio protetti da un anonimato che elude responsabilità, con un atteggiamento che si riversa pericolosamente nella realtà di tutti i giorni. Per la sua drammatica attualità Non odiare è dunque un vero e proprio film internazionale, nonché una delle rare opere nel cinema italiano più recente a trattare l’odio e la discriminazione in maniera così diretta: un esordio che, per una volta, si può definire davvero coraggioso.

“Non odiare” dovrebbe diventare un undicesimo comandamento laico.

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E’ ufficiale: Non odiare, avrà la sua proiezione il 6 settembre al Lido di Venezia e uscirà nelle sale italiane il 10 settembre con Notorious Pictures.

Il debutto nel lungometraggio di Mauro Mancini, con Alessandro Gassmann, Sara Serraiocco e Luka Zunic, prodotto da Mario Mazzarotto, sarà l’unico film italiano in Concorso alla 35. edizione della Settimana Internazionale della Critica sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il passato non muore mai. E non è neanche passato. (William Faulkner)

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NON ODIARE

IL DEBUTTO NEL LUNGOMETRAGGIO DI MAURO MANCINI, È L’UNICO FILM ITALIANO IN CONCORSO ALLA 35. EDIZIONE DELLA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA (6 SETTEMBRE)

NEL CAST ALESSANDRO GASSMANN, SARA SERRAIOCCO E LUKA ZUNIC

IL FILM USCIRÀ IN SALA IL 10 SETTEMBRE 2020, CON NOTORIOUS PICTURES

 

Il film, prodotto da Mario Mazzarotto, è una coproduzione Italia/Polonia: Movimento film e Agresywna banda, con Rai Cinema, in associazione con Notorious Pictures. Realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, Polish Film Institute e in collaborazione con Friuli Venezia Giulia Film Commission. Le vendite internazionali sono affidate a Intramovies.

 

Non odiare, debutto nel lungometraggio di Mauro Mancini, prodotto da Mario Mazzarotto, è l’unico film italiano in Concorso (domenica 6 settembre) alla 35. edizione della Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

 

La storia di Non odiare è ambientata in una città del nord-est, un non-luogo mitteleuropeo, contaminato e innervato da tante etnie, pulsioni, sedimentazioni e dalle profonde radici ebraiche.

Qui vive Simone Segre (Alessandro Gassmann), affermato chirurgo di origine ebraica: una vita tranquilla, un appartamento elegante e nessun legame con il passato. Un giorno si trova a soccorrere un uomo vittima di un pirata della strada, ma quando scopre sul suo petto un tatuaggio nazista, lo abbandona al suo destino. Preso dai sensi di colpa, rintraccia la famiglia dell’uomo: Marica (Sara Serraiocco), la figlia maggiore; Marcello (Luka Zunic), adolescente contagiato dal seme dell’odio razziale; il “piccolo” Paolo (Lorenzo Buonora).

Verrà la notte in cui Marica busserà alla porta di Simone, presentandogli inconsapevolmente il conto da pagare…

 

“Né buoni né cattivi, ma semplicemente esseri umani”: così immagina i personaggi il regista Mauro Mancini. In definitiva, “Personaggi ordinari alle prese con situazioni straordinarie”.

E proseguendo, il regista dichiara apertamente:

Non odiare racconta quello che siamo sotto la pelle. La pelle bianca, ‘ariana’, che vorrebbero avere Marcello e i suoi amici neonazisti e quella bianca, ‘non ariana’, di Simone. La pelle tatuata del padre di Marcello e quella marchiata del padre di Simone. La pelle ‘scura’ dei migranti pestati a sangue nei bangla-tour e quella diafana, limpida di Marica. La pelle scura, spaccata dal sole che picchia sui barconi delle traversate. Quella ‘sporca’ dei “disperati” ai semafori. La pelle delle nostre città. E’ il pretesto per riconoscere l’altro come diverso. È il pretesto per odiare l’altro come diverso. Non odiare è la nostra pelle”.

Sulla genesi del soggetto e della sceneggiatura, che ha scritto con Davide Lisino, il regista afferma: “Abbiamo preso spunto da un fatto di cronaca avvenuto a Paderborn, in Germania. Un medico ebreo si rifiutò di operare un paziente a causa del vistoso tatuaggio nazista che aveva sulla spalla. Il medico, dopo essersi fatto sostituire da un collega, ha dichiarato: ‘non posso conciliare l’intervento chirurgico con la mia coscienza’. La stessa coscienza che abbiamo immaginato impedisca al nostro protagonista di soccorrere lo sconosciuto dell’incidente”.

 

Il produttore Mario Mazzarotto, che ha fortemente voluto questo film, aggiunge: “C’è stata una gestazione produttiva lunga e complessa, durata 5 anni. In anni in cui l’Italia e l’Europa sono attraversate da pericolosi e inquietanti venti nazionalisti, di fronte alle difficoltà ho perseverato. Il film, senza voler dare risposte, ci aiuta a interrogarci sulle origini dell’odio razziale e le sue conseguenze. Ed anche sulle contraddizioni dell’animo umano e la dilagante xenofobia”.

 

Il film- le cui riprese sono state effettuate a Trieste- è una coproduzione tra Italia e Polonia: Movimento film e Agresywna banda, con Rai Cinema, in associazione con Notorious Pictures, che distribuirà il film in Italia dal 10 settembre 2020. E’ realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, Polish Film Institute e in collaborazione con Friuli Venezia Giulia Film Commission. Le vendite internazionali sono affidate a Intramovies.