festival di prestigio
Festival du Cinema Italien de Bastia 2019: Compétition – Grand Prix du Jury
Bengaluru International Film Festival 2018: Cinema of the World

un film di
ANNARITA ZAMBRANO

con
Giuseppe Battiston
Barbora Bobulova
Charlotte Cétaire
Jean-Marc Barr
Fabrizio Ferracane
Elisabetta Piccolomini
Marilyne Canto

prodotto da
Stéphanie Douet
Tom Dercourt
Mario Mazzarotto
Emanuele Nespeca

una produzione
Sensito Films, Cinéma Defacto, Movimento Film, con il contributo del MiBACT, con il sostegno di CNC, MEDIA, CICLIC, Fondation GAN, Région Acquitaine, Regione Emilia-Romagna, con il contributo di Unipol Banca, Emilia-Romagna Film Commission

Distribuzione
I Wonder Pictures [Italia], Distri7 [Belgio], K Films Amerique [Canada], Lemon Tree [Cina] VOD, Pyramide Distribution [Francia], Aurora Films [Polonia], Sister Distribution [Svizzera]

Movimento Film Logo

In seguito all’omicidio di un professore universitario in un agguato terrorista, Marco (Giuseppe Battiston) – ex-militante di estrema sinistra condannato all’ergastolo e rifugiato in Francia grazie alla dottrina Mitterrand – è accusato dallo Stato italiano di essere uno dei ‘cervelli’ dell’attentato e ne è chiesta l’estradizione. Ha inizio, così, la lunga fuga di Marco, assieme a sua figlia Viola (Charlotte Cetaire), che si trasforma ben presto in una guerra mediatica fatta di lettere e interviste. L’arroganza di Marco, che lo porta a difendersi ad ogni costo, trascinerà nel fango tutta la sua famiglia rimasta in Italia – sua sorella Anna (Barbora Boboulova), professoressa di italiano in un liceo “bene” bolognese, il cognato Riccardo (Fabrizio Ferracane), giudice penale in ascesa, Bianca (Carolina Lanzoni), la loro figlia di 10 anni e la madre Teresa (Elisabetta Piccolomini). Tutti, innocenti, si ritroveranno a pagare per le colpe passate di Marco senza capirne il perché.
Ciò che ne esce è l’affresco umano e politico di una famiglia inciampata nella storia, costretta ad affrontare la responsabilità dei vincoli di sangue e la violenza di un paese che non può – e non vuole – dimenticare o perdonare.
Dopo la guerra è una riflessione sulla colpa, sulla violenza che ritorna, sull’incapacità di guardare se stessi quando il dolore privato si fonde a quello pubblico.
Con uno sguardo colmo di compassione verso i suoi personaggi, dilaniati e accecati dai loro ideali, l’autrice ci racconta di un passato, mai perdonato né dimenticato, che ritorna preponderante nel presente, condizionando per sempre le vite di una famiglia diventata vittima di se stessa.